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giovedì 20 ottobre 2022

Il controllo del ricostituito SIM fu, per la massima parte, in mano inglese


L'OSS nacque nell'estate del '42 dalla "preveggenza" del colonnello e poi generale William J. Donovan, suo creatore e direttore, al quale Roosevelt affidò l'incarico di colmare la grave falla nei servizi americani d'intelligence emersa all'indomani del disastro di Pearl Harbour del 7 dicembre 1941. A differenza del britannico Special Operations Executive (d'ora in poi SOE), che era incardinato nel Minister of Economic War (MEW), l'OSS era strutturato come un superdipartimento di Stato attrezzato per la guerra, ma, a differenza del suo predecessore il Coordinator of Information (COI), non costituì mai un vero e proprio corpo separato e autonomo rispetto al potere governativo, avendo l'obbligo di referto allo Joint Chiefs of Staff (JCS), l'organo supremo di controllo militare e, pertanto, essendo sottoposto a supervisori militari. L'OSS, a differenza dell'omologo SOE, che aveva eminentemente funzioni di operazioni speciali, era suddiviso in varie branches con funzioni differenti delle quali, in questa sede, si rammentano alcune tra le più importanti: Secret Intelligence Branch (SI), con funzioni di raccolta di informazioni segrete; Morale Operations Branch (MO), con compiti di propaganda e cioè "creare confusione e divisione tra i nemici e influenzare il loro morale"; Special Operations Branch (SO), incaricata di operazioni di sabotaggio, collegamento con gruppi clandestini all'estero, finanziamento e assistenza dei movimenti eversivi e/o politici funzionali agli obiettivi della politica americana; X-2 Branch, con funzioni di controspionaggio e infiltrazione nelle organizzazioni dei servizi segreti nemici. All'interno dei servizi segreti statunitensi, operava, altresì, una divisione composta di militari addestrati allo scopo di instaurare collegamenti con i gruppi di partigiani resistenti nell'Italia occupata dal nemico: gli Operational Groups (OG).
[...] La costituzione della Sezione italiana e albanese del SI dell'OSS, nel luglio 1942, fu affidata a Earl Brennan, il quale si avvalse, all'uopo, della collaborazione degli italo-americani di origine siciliana, avvocato Vincent Scamporino e maggiore Max Corvo, i quali, mentre si stava preparando l'operazione Torch, cioè l'invasione congiunta dell'Africa settentrionale da parte di Gran Bretagna e Stati Uniti dell'8 novembre 1942, posero in atto una vasta rete di reclutamenti, attingendo tra riconosciuti esponenti dell'antifascismo italiano in America, in vista dell'organizzazione ed esecuzione di un piano d'infiltrazione in Sicilia che avrebbe segnato l'avvio della "campagna d'Italia".
Come sarà reso evidente nei capitoli successivi e, in particolare, nel terzo, la politica dei reclutamenti dell'OSS costituì un profilo di notevole criticità in quanto, mentre i dirigenti furono, in generale, reclutati nei più alti ranghi della società americana, al contrario, gli agenti operativi e gli ufficiali di collegamento con la Resistenza, furono spesso scelti in ossequio al principio della necessità militare e secondo criteri che non avevano in alcuna considerazione il possesso di competenze specifiche, la fede politica ovvero la conoscenza del territorio e, talora, della lingua locale, mentre si privilegiarono altri requisiti quali la brillante sagacia, la spericolatezza, l'audacia, il coraggio dell'azione aggressiva. Il SOE fu, invece, più oculato nella selezione del personale che, in generale, fu dotato di maggiore professionalità: gli italiani furono relativamente pochi; suoi numerosi membri furono esperti conoscitori della realtà italiana ed ebbero collegamenti che si rivelarono utili. Inoltre, vari esponenti dell'antifascismo e, in particolare, del CLNAI, ebbero con essi e, talora, con lo stesso SOE rapporti personali: tipico fu l'esempio di Leo Valiani, esponente azionista di spicco <9.
Collegata all'OSS in Italia, fu l'Organizzazione per la Resistenza Italiana (ORI), costituita al Sud nel novembre 1943, in area azionista, che stabilì contatti al Nord, soprattutto con gruppi e ambienti della Resistenza dello stesso orientamento politico <10. Al SOE fu, invece, collegata la "Franchi", organizzazione creata per iniziativa di Edgardo Sogno, nome in codice "Franchi", ufficiale dell'esercito italiano che, dopo l'8 settembre, collaborò con i servizi segreti inglesi. Quest'ultima, a differenza della prima, ebbe carattere eminentemente attivistico e di formazione militare autonoma con funzioni, oltre che di lotta attiva, di coordinamento, in un sistema centralizzato, delle stazioni radio e del personale delle varie missioni e organizzazione di aviolanci e sabotaggio <11. Controverso fu, invece, il rapporto dell'OSS con il ricostituito Servizio Informazioni Militari (d'ora in poi SIM) del Regno d'Italia, il cui ruolo, come rilevò De Felice, è stato sino a oggi, se non ignorato, di certo troppo sottovalutato. Ottenuta l'autorizzazione degli Alleati nell'ottobre '43, il Governo Badoglio e il Comando Supremo, una volta insediatisi a Brindisi, ricostituirono il SIM, la cui prima sezione, diretta dal colonnello Pompeo Agrifoglio, fu investita della funzione di collegamento con il nascente Movimento partigiano. La collaborazione con i servizi segreti alleati, soprattutto inglesi, fu limitata, tuttavia, ad alcuni specifici settori e, in particolare, a quelli della raccolta d'informazioni oltre la linea del fronte nemico e del trattamento dei partigiani nelle zone via via liberate.
Quanto alle attività di rifornimento alle formazioni partigiane, invece, il SOE fece ben presto sapere non solo di non disporre di "un'organizzazione adatta che potesse far fronte alle necessità derivanti dai bisogni di una presunta (…) guerriglia (…) ma [di non avere] intenzione, né interesse di armare in Italia un esercito"e, al più, si proclamò disponibile a effettuare qualche operazione di "aviorifornimento di materiale (…) soprattutto per qualcuno dei nuclei più decisi e operanti nei settori che maggiormente potevano interessare la loro specifica attività <12. Entro questi limiti, dunque, il SIM, soprattutto in collaborazione con il SOE, dall'ottobre 1943 all'aprile 1945, poté inviare, oltre le linee nemiche, missioni speciali, alcune italiane e altre miste, e, dal gennaio 1944 all'aprile 1945, tonnellate di rifornimenti.
I rapporti con l'OSS, invece, come si evidenzierà in particolare nel capitolo quinto, non furono sempre cristallini e, soprattutto, agevolmente definibili, a causa dell'eterogeneità degli orientamenti politici intestini all'OSS. Infatti, mentre alcuni agenti dell'OSS, quali il capitano André Bourgoin, arruolato da Donald Downes a Tangeri per il distaccamento dell'OSS presso la V Armata, privilegiarono l'azione coordinata con i servizi segreti italiani, altri ufficiali, quali l'agente del SI, Peter Tompkins, strinsero rapporti preferibilmente con l'area della Resistenza di fede comunista e socialista, mantenendo le distanze rispetto all'antifascismo di chiara fede monarchica e nutrendo dubbi sulla stessa utilità di qualsivoglia collegamento dei servizi segreti americani con quelli italiani. Ciò ovviamente, alimentò contrasti all'interno dello stesso OSS, che si ripercossero anche sul buon esito delle missioni lanciate nell'Italia occupata e, in definitiva, sulla stessa congruenza dei rapporti stilati dai suoi agenti sul campo. In ogni caso, a prescindere dalle divergenze di giudizi intestine all'OSS, è un fatto, riconosciuto anche dal SI, che il controllo del ricostituito SIM fu, per la massima parte, in mano inglese <13.
[NOTE]
9 Sulla natura dei rapporti tra Leo Valiani e i servizi segreti inglesi, a tutt'oggi non chiara, si confronti il recente lavoro di Mauro Canali, Leo Valiani e Max Salvadori, I servizi segreti inglesi e la Resistenza, in "Nuova Storia Contemporanea", n. 3 del 2010.
10 Raimondo Craveri, La campagna d'Italia e i servizi segreti. La storia dell'ORI. (1943-1945), La Pietra, Milano 1980.
11 Si cfr., a tal proposito, E. Sogno, L'organizzazione Franchi, il Mulino, Bologna, 1997.
12 Relazione del SIM al Comando Supremo in data 25 luglio 1944 sull'attività svolta dal 1° ottobre 1943 al 30 giugno 1944 "per organizzare il movimento di resistenza nell'Italia occupata" citata in R. De Felice, Mussolini l'Alleato, II, La guerra civile 1943-1945, Einaudi, Torino 1997, nt. 2, pp. 204 e 205.
13 A tal fine, è illuminante un lucido memorandum inviato dal responsabile della sezione italiana del SI, Vincent Scamporino, al suo diretto superiore Earl Brennan, sul significato dei rapporti con il SIM, per la cui trattazione si rinvia al capitolo quinto del presente lavoro.
14 Già Renzo De Felice segnalava l'assenza di uno studio scientifico sull'attività sia dell'OSS sia del SOE in Italia in Mussolini l'Alleato, II, La guerra civile 1943-1945 cit., nt. 2, p. 208. Informazioni utili e testimonianze dei protagonisti sono reperibili in varie opere, tra le quali si possono ricordare: M. Corvo, La campagna d'Italia dei Servizi Segreti Americani (1942-1945), Libreria Editrice Goriziana, Gorizia 2006; A. Dulles, La resa segreta, Garzanti, Milano 1967; M. Fini e R. Faenza, Gli Americani in Italia, Feltrinelli, Milano 1976; A. Icardi, American Master Spy, University Books, New York 1956; J. Jakub, Spies and saboteurs, Anglo American collaboration and Rivalry in human intelligence collection and special operations, 1943-1945, Macmillan-St Martin's Press, London-New York 1996; H. Macmillan, War Diaries. Politics and war in the Mediterranean 1943-1945, Macmillan, London 1984; trad. it. Diari di Guerra. Il Mediterraneo 1943-1945, il Mulino, Bologna 1987; L. Mercuri (a cura di), Intelligence, Propaganda missioni e operazioni speciali degli Alleati in Italia, S.I., Roma 1980; G. Petracchi, "Intelligence" americana e partigiani sulla linea gotica. I documenti segreti dell'OSS, II Ed. Bastogi, Foggia, 1992;
E. Sogno, Guerra senza bandiera, il Mulino, Bologna 1995; P. Tompkins, L'altra Resistenza, Servizi segreti, partigiani e guerra di liberazione nel racconto di un protagonista, il Saggiatore, Milano 2005
Michaela Sapio, Servizi e segreti in Italia (1943-1945). Lo spionaggio americano dalla caduta di Mussolini alla liberazione, Tesi di Dottorato, Università degli Studi del Molise, 2012