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sabato 23 maggio 2026

Una banda partigiana abruzzese comandata da un parroco

Pescina (AQ). Foto: Marica Massaro. Fonte: Wikipedia

La banda La Saetta al comando di don Nazzareno Baroni <2078 fu attiva nell’area del comune marsicano di Pescina <2079 e località limitrofe tra il 20 novembre 1943 e il 10 giugno 1944 <2080. Alla sua costituzione e nel primo periodo di attività la formazione partigiana dipese dalla banda Patrioti Marsicani, come testimoniato da Bruno Corbi <2081: «Mi consta che sin dal mese di novembre 1943 si era costituita in Pescina, sotto la direzione del parroco don Nazareno Barone [sic!] una organizzazione partigiana facente capo alla “Banda Marsica”» <2082. Solo successivamente la banda si distaccò dalla formazione collegata, per compiere attività autonoma. La Commissione Regionale Abruzzese che nella seduta del 5 maggio 1947 aveva deliberato di non concedere la qualifica di formazione partigiana «riscontrato che nel ruolino sono compresi la maggior parte di elementi ai quali è già stata riconosciuta la qualifica di Partigiano o Patriota alle dipendenze di formazioni operanti nella stessa zone (Marsicana)» <2083, ben diversamente stabilì nella seduta del 17 agosto 1947 in cui «sulla scorta di nuovi documenti esibiti; preso atto della relazione del Membro Commissario Dott. Sabatini Italo componente della Banda “Patrioti Marsicani”, il quale confermava esistenza della formazione “La Saetta” a comando del Dott. Prof. Barone [sic!] don Nazzareno che a un certo momento si è distaccato dalla Banda “Patrioti Marsicani” ed ha avuto attività autonoma; DELIBERA di riconoscere la Banda “Saetta” quale formazione Partigiana operante in località e paesi limitrofi con un numero di 38 Partigiani e 16 Patrioti secondo il ruolino già controllato da questa Commissione con opportuni accertamenti, escludendo quelli che già hanno ottenuto il riconoscimento in altre formazioni operanti nella zona Marsicana <2084». Successivamente, a seguito dell’esposto <2085 presentato da don Baroni, la Commissione in data 26 ottobre 1948, deliberò «di riconoscere la qualifica di “Partigiano Combattente” ai patrioti già riconosciuti con deliberazione in data 5 agosto 1948 […] di riconoscere la qualifica di “Partigiano Combattente“ a numero 15 elementi non riconosciuti perché erroneamente non tenuti, a suo tempo, in considerazione» <2086. Al termine dell’iter di riconoscimento, nella banda La Saetta ottennero la qualifica di partigiano una sessantina di elementi e quella di patriota la sola Rosa Tarquini <2087. Tra i partigiani, furono riconosciute 7 qualifiche gerarchiche: oltre al predetto don Baroni, anche a Vincenzo Di Muzio <2088, Ivo Taddei <2089, Pietro Di Genova <2090, Quirino Fracassi <2091, Ivo Pecce <2092, e Vincenzo Scarsella <2093. Ad Antonio Tarola <2094 venne concessa la qualifica di mutilato per la lotta di Liberazione, a seguito del ferimento, ad opera dei tedeschi, avvenuto in data 14 marzo 1944 in località Fara San Martino, a cui seguì la sua cattura e successiva deportazione in Austria <2095. Presenti nel ruolino di don Baroni, anche tre caduti: Aurelio Luvisetto <2096, Luigi Cianciusi <2097 e Luigi Ruggeri <2098 che ottennero la qualifica di partigiano combattente caduto per la lotta di Liberazione ma non ne La Saetta <2099, bensì come isolato il primo e come appartenenti alla Patrioti Marsicani gli altri due. Il Luvisetto, secondo la dichiarazione dei CC.RR. locali «faceva parte di una banda di partigiani denominata “La Saetta” ed in seno ad essa partecipò ad atti di sabotaggio contro i nazifascisti. Generalmente custodiva armi da fuoco che gli venivano affidate» <2100. Benché ferito, anche se lievemente, al braccio destro durante un’azione il 2 gennaio 1944, partecipò il 17 aprile ad un appostamento sulla via Pescina-San Benedetto «seguito da sanguinoso corpo a corpo» <2101. Il giorno successivo, saputo che i tedeschi si aggiravano nei pressi della sua abitazione e temendo di essere stato sorpreso, si preoccupò di nascondere «una pistola che aveva sulla sua persona, ma da questa improvvisamente partì un colpo che lo raggiunse all’addome» <2102. Trasportato al locale ospedale civile, spirò il 25 aprile <2103.
Sette i partigiani <2104 de La Saetta che vennero tratti in arresto - si presume nel febbraio ‘44 periodo in cui l’azione repressiva nemica interessò l’intera area marsicana in seguito alle delazioni delle spie Facello e Siniscalchi <2105 - e costretti a subire una dura detenzione. Furono: Paolo Di Nicola <2106; Francesca Di Nicola <2107; Venanzio Merolli <2108; Diego Morgani <2109; Ferdinando Parisse <2110; Annunziata Pera <2111 e Antonio Ruggeri <2112. Trasferiti dopo la cattura, presso la caserma allievi ufficiali de L’Aquila, adibita dai Tedeschi a carcere, «con l’imputazione di far parte dell’Organizzazione dei Partigiani di Pescina, denominata “La Saetta”», durante tutta la loro permanenza «dovettero sopportare sevizie ed umiliazioni d’ogni genere, senza venir meno al loro dovere» <2113. In particolare, il Paolo Di Nicola fu «seviziato […] barbaramente per strappargli preziose confessioni ai danni della formazione di partigiani e dei prigionieri assistiti, senza che vacillasse neppure un momento alla disiplina [sic!] del segreto» <2114.
Per quanto attiene le attività resistenziali de La Saetta, questa si occupò di prestare assistenza agli ex prigionieri alleati fuggiti dai campi di concentramento; di svolgere opera di propaganda e sostegno presso la popolazione difendendola da «soprusi ed angherie» <2115 ed incoraggiando la resistenza passiva ai bandi fascisti di chiamata alle armi; di operare azioni di sabotaggio con distruzione di automezzi nemici ed interruzioni di «linee telefoniche di comunicazione con il fronte di battaglia» <2116; e di condurre assalti armati a tedeschi sbandati <2117. Come certificò il 2 agosto 1946 l’allora Sindaco del comune di Pescina «effettivamente dal mese di novembre 1943 al giugno 1944 operò in Pescina e dintorni una formazione di partigiani, denominata “La Saetta” che con la sua opera apportò molti danni ai tedeschi e molto aiuto alla popolazione civile di Pescina, rendendosi benemerita della Patria e della causa degli Alleati» <2118. L’impegno attivo della formazione fu confermato ed approfondito nella dichiarazione del brigadiere Alberto Scorsino comandante della locale stazione del Carabinieri, secondo cui: «La Saetta […] svolse effettivamente atti di guerra nella zona di Pescina […] assoggettò le truppe tedesche a continua a persistente intimidazione, frustrò le requisizioni e razzie da parte dei tedeschi ai danni della popolazione. In conseguenza di quanto sopra la medesima formazione di partigiani ebbe a lamentare tre morti per atti di guerra, parecchi feriti, incarceramenti e deportazioni, devastazione e rappresaglie feroci» <2119.
[NOTE]
2078 Nato a Affile (Roma) il 7 marzo 1903, ha svolto attività partigiana nella banda come sottotenente e comandante di distretto, dal 20/09/43 al 10/06/44. È stato parroco di Pescina Vecchia. Cfr. ivi, schedario e Banda Fontamara, relazione di Ferrante Emilio.
2079 Pescina: comune in provincia de L’Aquila, sito al margine orientale della conca del Fucino, allo sbocco della valle percorsa dal torrente Giovenco, lungo la direttrice ferroviaria Roma-Pescara, e la SS. Tiburtina-Valeria.
2080 Cfr. ivi, lettera della Commissione Regionale Abruzzese per il Riconoscimento della Qualifica del 17 agosto 1947.
2081 Commissario di guerra della Patrioti Marsicani. Cfr. ivi, Patrioti Marsicani.
2082 Ivi, Banda Saetta, dichiarazione di Corbi Bruno del 1947. Cfr. ivi, anche la dichiarazione del Sindaco di Pescina, Tranquilli del 9 giugno 1947, secondo cui: «dal novembre 1943 al giugno 1944 operò in Pescina e dintorni una organizzazione clandestina di partigiana, denominata “La Saetta”, formata dal Prof. Baroni Nazzareno, facente capo del movimento partigiano Marsicano, capeggiato dall’On. Bruno Corbi».
2083 Ivi, Commissione Regionale Abruzzese per il riconoscimento della qualifica di partigiano, L’Aquila, prot. n. 940, pratica n. 095.
2084 Ivi, Commissione Regionale Abruzzese per il riconoscimento della qualifica di partigiano, L’Aquila, prot. n. 1237/B, pratica n. 095, del 17 agosto 1947.
2085 Cfr. ivi, esposto di Baroni Nazzareno del 10 ottobre 1948.
2086 Ivi, Commissione, Regionale Abruzzese per il riconoscimento della qualifica di partigiano, L’Aquila, verbale di seduta n. 79, del 26 ottobre 1948.
2087 Di Luigi, nata a Pescina. Cfr. ivi, schedario patrioti.
2088 Nato a Pescina (AQ) il 5 aprile 1922, soldato, ha svolto attività partigiana come maresciallo ordinario e comandante di squadra della banda La Saetta, dal 20/09/43 al 10/06/44. Cfr. ivi, schedario partigiani e ivi, Banda La Saetta, ruolino.
2089 O Dino, nato a Pescina (AQ) il 17 febbraio 1924, ha svolto attività di partigiano nella banda La Saetta come maresciallo ordinario e comandante di squadra, dal 20/09/43 al 10/06/44. Cfr. ivi, schedario partigiani.
2090 Nato a San Benedetto dei Marsi (AQ) il 17 novembre 1921, soldato, ha svolto attività partigiana nella banda La Saetta come sergente e comandante di nucleo, dal 20/09/43 al 10/06/44. Cfr. ibidem.
2091 Nato a Pescina (AQ) il 5 aprile 1914, ha svolto attività partigiana nella banda La Saetta come sergente e comandante di nucleo, dal 20/09/43 al 10/06/44. Cfr. ibidem.
2092 Nato a Pescina (AQ) il 16 marzo 1926, ha svolto attività partigiana nella banda La Saetta come sergente e comandante di nucleo, dal 20/09/43 al 10/06/44. Cfr. ibidem.
2093 Nato a Pescina (AQ) il 13 giugno 1922, agente della Finanza, ha svolto attività partigiana nella banda La Saetta come sergente e comandante di nucleo, dal 20/09/43 al 10/06/44. Cfr. ibidem.
2094 Nato a Pescina (AQ) l’11 novembre 1914, sergente maggiore, ha svolto attività partigiana nella banda La Saetta dal 20/09/43 sino al 14 marzo 44, quando fu ferito dai tedeschi a Fara San Martino (CH) riportando l’amputazione della mano e della gamba destra. Riconosciuto partigiano combattente mutilato per la lotta di Liberazione. Cfr. ibidem e schedario caduti e feriti.
2095 Cfr. ivi, Banda La Saetta, dichiarazione del Sindaco di Pescina Tranquilli del 9 giugno 1947.
2096 Nato a Portogruaro (VE) il 6 maggio 1909, ha svolto attività partigiano come isolato dal 20/11/43 al 25/04/44, giorno in cui morì dopo le ferite riportate in combattimento. Riconosciuto partigiano combattente caduto per la lotta di Liberazione. Cfr. ivi, schedario partigiani e schedario cadute e feriti.
2097 Cfr. ivi, Patrioti Marsicani.
2098 Cfr. ibidem.
2099 Anche se si segnala che l’appartenenza dei tre alla formazione pescinese venne confermata anche nella dichiarazione del Sindaco di Pescina Tranquilli del 9 giugno 1947. Cfr. ivi, Banda La Saetta.
2100 Ivi, comunicazione della Legione Carabinieri Reali degli Abruzzi, Stazione di Pescina del 14 giugno 1946.
2101 Ivi, schedario caduti e feriti.
2102 Ibidem e ivi, Banda La Saetta, comunicazione della Legione Carabinieri Reali degli Abruzzi, Stazione di Pescina del 14 giugno 1946.
2103 Cfr. ibidem.
2104 Cfr. Acs, Ricompart, Abruzzo, Banda La Saetta, ruolino e dichiarazione del Sindaco di Pescina Tranquilli del 9 giugno 1947.
2105 Cfr. ivi, Patrioti Marsicani e Banda Ombrone.
2106 Nato a Pescina (AQ) il 16 agosto 1907, soldato, ha svolto attività partigiana nella banda La Saetta dal 20/09/43 al 10/06/44. Cfr. ivi, schedario partigiani.
2107 Nata a Pescina (AQ) il 27 febbraio 1916, ha svolto attività partigiana nella banda La Saetta dal 20/11/43 al 10/06/44. Cfr. ibidem.
2108 Nato a Pescina (AQ) il 2 novembre 1912, ha svolto attività partigiana nella banda La Saetta dal 20/09/43 al 10/06/44. Cfr. ibidem.
2109 Nato a Pescina (AQ) il 28 aprile 1925, ha svolto attività partigiana nella banda La Saetta dal 20/09/43 al 10/06/44. Cfr. ibidem.
2110 Nato a Pescina (AQ) l’8 dicembre 1907, ha svolto attività partigiana nella banda La Saetta dal 20/11/43 al 10/06/44. Cfr. ibidem.
2111 Nata a Pescina (AQ) il 20 marzo 1908, ha svolto attività partigiana nella banda La Saetta dal 20/09/43 al 10/06/44. Cfr. ibidem.
2112 Nato a Pescina (AQ) il 2 febbraio 1903, ha svolto attività partigiana nella banda dal 20/09/43 al 10/06/44. Cfr. ibidem.
2113 Ivi, Banda La Saetta, atto notorio presso il comune di Pescina dell’11 maggio 1947.
2114 Ivi, dichiarazione della Legione Carabinieri Reali degli Abruzzi, Stazione di Pescina del 20 giugno 1947. Le circostanze sono confermate anche dall’atto notorio presso il comune di Pescina dell’11 maggio 1947 in cui si legge: «Di Nicola Paolo, fu torturato barbaramente per fargli rivelare i nomi dei complici fino al punto di portare sfregi e danni alla salute», ivi.
2115 Ivi, dichiarazione della Legione Carabinieri Reali degli Abruzzi, Stazione di Pescina del 20 giugno 1947.
2116 Ibidem.
2117 Cfr. ibidem.
2118 Ivi, attestazione del comune di Pescina del 2 agosto 1947.
2119 Ivi, dichiarazione della Legione Carabinieri Reali degli Abruzzi, Stazione di Pescina del 20 giugno 1947.
Fabrizio Nocera, Le bande partigiane lungo la linea Gustav. Abruzzo e Molise nelle carte del Ricompart, Tesi di dottorato, Università degli Studi del Molise, Anno Accademico 2017-2018